I go to the Bath, England
Bath appare improvvisa tra il verde acido della campagna inglese (famigerata), patrimonio dell’umanità che l’ha lasciata come è, a metà tra Orgoglio e Pregiudizio e uno di quei quadri slavati (mi perdoneranno i cultori) su cui passi lo sguardo attratto dai colori accesi di qualche altro dipinto.
Ma quando la saluti perchè la notte vince, ti accorgi che non hai visto niente di più evocativo (i quadri slavati di prima) da tanto tempo.
Ripensi al nero dei mattoni di case buttate in ordine perfetto e legate a fili invisibili che le tengono su dalle punte dei tetti acuti. Poi scopri che quell’angolo messo a casaccio nel paesaggio è vivo nella tua memoria come nient’altro.
Allora capisci che sei fregato…e la aggiungi ai luoghi in cui tornerai.
L’occasione è un evento ai mitici Real World Studios di Peter Gabriel (che sembra Faletti, ma parla meno e agguanta i pasticcini con simpatia forse maggiore).
Se non sapete chi è…..
La festa inizia, salgono sul palco artisti scoperti dal genio inglese, le gambe si muovono da sole.
Il bello del mio lavoro è che a volte non fai in tempo a riprenderti da una cosa bella, che subito te ne propone un’altra (vale anche per le cose spiacevoli, occhio!)
Ora a Milano, con una pioggia che imita lo stile british, avrei voglia di essere ancora lì…

